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22 ago 2021
Una favola moderna ambientata in Giappone sull’amicizia e la tolleranza
Le recenti Olimpiadi di Tokyo 2020 hanno certamente acceso in moltə l’interesse per la cultura e le tradizioni giapponesi. Tra queste si annovera anche l’arte culinaria, che è protagonista di questo lieve romanzo.
La signora Tokue è un’ottantenne molto volitiva che, dopo varie insistenze, riesce a farsi assumere dal giovane Sentaro per preparare i dorayaki (tipici dolci giapponesi) nel chiosco che ha in gestione nella periferia di Tokyo. A convincerlo sarà la sublime confettura an preparata da Tokue: il segreto, gli dice, è ascoltare i fagioli azuki mentre si cuociono, lasciarsi raccontare la storia del viaggio che li ha portati fin lì, in quella pentola.
Questo approccio “sentimentale” alla cucina, che Sentaro non aveva mai considerato prima, influirà positivamente non solo sulla sua attività commerciale, ma soprattutto sulla sua visione della vita. Infatti, il segreto più importante che gli svelerà Tokue sarà ben più rilevante, un segreto legato al passato ma che, come spesso accade, continua ad avere ripercussioni nel presente della donna.
Un terzo personaggio, che lascio scoprire a voi, si inserirà tra i due protagonisti principali contribuendo a cementare il loro legame d’amicizia. Gli alti e i bassi di questo rapporto, proprio come le stagioni, sono scanditi dall’albero di ciliegio che si trova di fronte al laboratorio dei dorayaki.
Da questo libro è stato tratto il film Le ricette della signora Toku, diretto da Naomi Kawase e presentato al Festival di Cannes nel 2015.
11 ott 2021
La storia di un amore giovane che sembra destinato a non compiersi mai
Quando ho cominciato a curare questa rubrica avevo deciso di parlare dei libri che ho amato, quelli che mi hanno tenuta sveglia la notte, sperando di riuscire a trasmettere almeno un po’ della passione che mi avevano ispirato. Man mano, però, mi sono resa conto che più si legge e più si rischia di incappare in storie che ci deludono o, ancor peggio, ci lasciano indifferenti.
Persone normali di Sally Rooney è entrato di diritto a far parte di quei libri che mi hanno scontentato profondamente. Vincitore del Costa Novel Award 2019, durante il 2020 ne ho sentito parlare praticamente solo bene dalla stragrande maggioranza dei book influencer, dunque non vedevo l’ora di leggerlo.
Ed ecco che mi ritrovo a fare la conoscenza di Marianne e Connell, due ragazzi che vivono in un paesino irlandese e che non hanno nulla in comune, a parte il fatto di frequentare la stessa scuola. Lui è molto popolare tra i suoi compagni mentre lei è evitata da tutti; d’altra parte, Connell è il figlio della domestica che lavora a casa di Marianne. Quando, poi, frequenteranno entrambi il Trinity College di Dublino le parti si invertiranno: lei sarà una studentessa molto benvoluta mentre lui farà fatica a integrarsi con i colleghi benestanti. Ovviamente sono molto attratti l’uno dall’altra, e così finiscono per stare insieme varie volte ma senza mai raggiungere una stabilità emotiva.
Appena terminata la lettura, la prima impressione che ho avuto è stata quella di aver scoperto una nuova pagina della travagliata storia d’amore tra Dawson e Joey (per chi non li conoscesse, sono i due protagonisti della serie anni ’90 Dawson’s Creek), ma con più turbe mentali e manifestata tendenza alla sregolatezza e all’autodistruzione. Sarà che non riesco a immedesimarmi in adolescenti che, per le circostanze della vita, si trovano a dover fare scelte da adulti ma che restano ancora profondamente immaturi per quanto riguarda la sfera dei sentimenti. Per questo, non mi sono affezionata ai protagonisti; anzi, spesso ho provato fastidio per la loro irresolutezza.
In ogni caso, il libro ha riscosso molto successo in tutto il mondo e la BBC Three ne ha tratto una serie TV che ha ricevuto tre candidature ai premi Emmy. Tutto sommato, potrebbe meritare una seconda possibilità.
3 ott 2021
Un grattacielo londinese diviene la metafora della ricaduta nelle barbarie di un’intera classe sociale
Ottobre è il mese di Halloween e dei racconti del terrore. Per questo ho pensato di scegliere un libro a tema, ma non vi aspettate di trovare streghe, vampiri, teschi e zombie: l’angoscia e lo sgomento suscitati da questo racconto sono frutto del genere umano.
I tre protagonisti principali de Il condominio – Anthony Royal, Robert Laing e Richard Wilder – vivono in un grattacielo di quaranta piani assieme a migliaia di persone, una vera e propria oasi (apparentemente) felice che si autogestisce grazie a molteplici, lussuose comodità: piscine, scuole, ristoranti, supermercati, banche e vari ascensori ad alta velocità. Proprio questi ultimi diverranno teatro abituale delle peggiori nefandezze perpetrate ai danni dei vari inquilini, da parte dei loro stessi pari.
Tutto parte da vari blackout che inizialmente colpiscono i piani inferiori ma che, ben presto, si estendono all’intero l’edificio. Inizialmente il buio scatenerà il panico tra i condomini ma non dovrà passare molto tempo prima che, in virtù dello stesso, si sentano autorizzati a esternare i loro istinti più primordiali, innescando una serie di reazioni a catena che impediranno di distinguere il bene dal male.
Le tre classi sociali che popolano il grattacielo – alta società, ricca borghesia e ceto medio – sono rappresentate rispettivamente da Royal, Laing e Wilder. La lotta spietata per la conquista dei piani alti farà sì che solo uno di loro riuscirà a sopravvivere: colui che meglio saprà adattarsi alla nuova condizione, senza lasciarsi coinvolgere dalla follia comune.
Se avete voglia di immergervi nell’atmosfera lievemente macabra dei giorni autunnali, questa storia vi insegnerà che non bisogna cercare molto lontano da noi per avvertirla.
1 ago 2021
La regina d’Inghilterra, dopo aver scoperto la lettura, decide di trasmettere la nuova passione a tutti i suoi sudditi
Il 28 luglio scorso si è spento, all’età di ottant’anni, lo scrittore e saggista Roberto Calasso. La casa editrice Adelphi, di cui era proprietario e direttore editoriale dal 1971, ha sempre dedicato una cura particolarissima alla scelta dei titoli da pubblicare regalandoci dei veri e propri gioielli.
Tra questi vi è certamente La sovrana lettrice di Alan Bennett, un volume di meno di 100 pagine nelle quali si racchiude tutta la maestria dell’autore, in particolare della sua carriera da commediografo.
Al centro della vicenda troviamo la regina d’Inghilterra che, per un caso fortuito e già avanti negli anni, scopre di avere una passione smodata per i libri e la lettura. Questa scoperta è talmente coinvolgente dall’indurre Sua Maestà a volerne rendere partecipi tutti i suoi sudditi. Ecco, dunque, che durante le visite ufficiali su scala nazionale le consuete domande sul luogo di provenienza geografica o l’anzianità di lavoro vengono sostituite dal nuovissimo quesito “che cosa sta leggendo al momento?”, che inizia a lasciare letteralmente a bocca aperta.
Appurato che l’ardore reale per la lettura non è solo un capriccio e, anzi, diventa di giorno in giorno sempre più forte, a corte si inizia a tramare per far sì che la regina torni a occupazioni maggiormente confacenti al suo ruolo. Per sapere chi avrà la meglio dobbiamo arrivare all’ultima pagina, o meglio all’ultima riga, dove la nostra curiosità sarà soddisfatta grazie a un eccellente colpo di scena.













