Moderna e contemporanea

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5 set 2021

La vita coniugale, a volte, può riservare degli imprevedibili lati nascosti

Nel suo penultimo film Massimo Troisi ci lascia una delle sue perle più preziose, che recitava così: “[…] io credo che in particolare un uomo e una donna siano le persone meno adatte a sposarsi tra di loro, troppo diversi”. Questa è proprio una delle cose che ho pensato dopo aver letto La storia di un matrimonio di Andrew Sean Greer.

Il titolo sembra anticipare già molto di quello che andremo a leggere, lasciando anche immaginare che il contenuto sia banale e prevedile, ma in realtà questa è una storia piena di colpi di scena che ci tengono sospesi fino all’inaspettato epilogo.

Ho ammirato moltissimo la capacità dell’autore di farsi portavoce del punto di vista tutto al femminile della protagonista, nonché voce narrante, Pearlie. L’incontro con Holland Cook cambierà per sempre la sua vita: vedendolo come l’uomo più desiderabile al mondo, s’impegnerà per diventare la moglie perfetta che egli merita; ma i suoi sentimenti resteranno sempre in superficie poiché non riuscirà mai a comprendere i reali desideri del marito.

L’impressione che ho avuto al termine della lettura è che, nonostante il finale sembri trasmettere una certa serenità, nessuno è realmente felice. Riuscire a essere sé stessi, a non aver paura di mostrarci per ciò che siamo davvero, è una delle conquiste più difficili. E ciò che forse più sconvolge, è che lo è anche tra due persone che decidono di trascorrere la vita insieme.

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17 ott 2021

Una toccante storia di gatti e umani ambientata tra i vicoli di Pechino

Lo ammetto, quando vedo un libro con gatti in copertina non so resistere. Se poi i nomi felini richiamano due tra i più noti alimenti della dieta vegetariana e la storia è ambientata a Pechino – che mi ricorda gli studi universitari – allora vuol dire che deve essere proprio mio.

L’ incredibile storia di Soia e Tofu di Pallavi Aiyar narra di due gatti molto diversi tra loro: Soia è rosso, grosso e temerario mentre Tofu è una piccola, timida randagia. Per uno strano caso del destino si ritroveranno a vivere insieme e, pur essendo così diversi, diventeranno inseparabili. Inizialmente, Soia adempirà al suo compito di “fratello maggiore” insegnando a Tofu come si comunica con gli umani, in modo da instaurare con la nuova famiglia una proficua e pacifica convivenza.

Tutto procede bene finché un uomo, apparentemente gentile e premuroso, entrerà nelle loro vite e le sconvolgerà, costringendoli a varcare il cancello del giardino e a scoprire che, al di là degli hutong, c’è tutto un mondo pieno di incertezze e pericoli.

Chi ha la fortuna di vivere con uno o più gatti sa che ognuno di loro ha una propria personalità – notoriamente molto decisa – che si accompagna a un costante bisogno di affetto e attenzioni, anche nei soggetti che si mostrano più indipendenti. Chi, invece, non ha mai sperimentato tale tipo di amore, grazie a questo delicato racconto potrà scoprire tante cose di animali a dir poco splendidi nonché di noi umani che, il più delle volte, non ne usciamo bene.

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12 giu 2021

Un vero e proprio paradiso terrestre fa da cornice a una serie di eventi esilaranti

L’estate ormai è alle porte e, in attesa delle tanto agognate vacanze (soprattutto da un paio d’anni a questa parte), non c’è niente di meglio di una lettura che sia capace di farci evadere, seppur con la mente, in luoghi paradisiaci. La mia famiglia e altri animali di Gerald Durrell, famoso naturalista e zoologo, è il romanzo perfetto allo scopo.

Nella sua opera più famosa, Durrell ci racconta i cinque anni in cui ha vissuto con tutta la famiglia sull’isola di Corfù dopo essersi trasferito dall’Inghilterra. All’epoca l’autore era ancora un bambino ma la sua smodata passione per la natura e gli animali era già più che evidente. Le sue continue escursioni sull’isola, che si concludevano sempre con l’introduzione a casa di un nuovo “ospite” (ragni, tartarughe, uccelli e chi più ne ha più ne metta), si intrecciano alle vicissitudini dei suoi vivaci parenti.

L’aspetto maggiormente godibile del testo è certamente l’atmosfera esilarante che si respira: eventi generalmente considerati piuttosto traumatici, come i ripetuti traslochi in case sempre più grandi, vengono descritti con un umorismo travolgente che ci permette di empatizzare con il protagonista piuttosto che con i fratelli e la madre che si ritrovano a convivere forzatamente con la fauna locale. Una volta terminata la lettura Gerry e tutta la sua famiglia – umana e non – vi mancheranno, ve lo assicuro.

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19 giu 2021

Uno scrittore irriverente e donnaiolo dovrà fare i conti con i fantasmi del passato

Chi di voi ha letto qualche libro di Charles Bukowski probabilmente rivedrà più di una sua peculiarità in Kennedy Marr, lo scrittore protagonista di Maschio bianco etero di John Niven.

Io, invece, durante la lettura non potevo fare a meno di pensare a Hank Moody, il personaggio principale della serie TV Californication interpretata da David Duchovny. Kennedy e Hank, infatti, hanno molto in comune: entrambi sono scrittori, conducono una vita sregolata, sono dei donnaioli impenitenti, si trasferiscono in California (anche se il primo la ama e il secondo la odia), devono accettare dei compromessi lavorativi e hanno un passato sentimentale con cui fare i conti.

Ma non temete: anche se non avete mai sentito parlare di nessuno dei due, la lettura di questo romanzo vi risulterà comunque godibilissima. La scrittura di Niven è ironica, pungente, agile, accattivante. Il personaggio di Kennedy ha tutte le carte in regola per farsi odiare – sboccato, egoista, narcisista – ma finirà per suscitare tenerezza.

Il colpo di scena finale conferisce il giusto spessore a un racconto che, solo in apparenza, può risultare frivolo.

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3 lug 2021

Il senso del destino e l’eredità familiare si scontrano con volontà e desideri personali

Oggi, dopo 25 anni dal primo evento del sud Italia, torna in piazza il Napoli Pride con lo slogan “Jesce Sole!”, lo stesso del 1996.

Il mondo LGBT attualmente trova ampia espressione anche nella letteratura che, dopo essere stata censurata e ostacolata per secoli, offre una vasta gamma di titoli: best seller, romanzi rosa, libri per ragazzi, racconti fantasy e saggi contribuiscono a combattere tutte le forme di intolleranza che violano l’identità e la dignità di ognuno e, in particolare, qualsiasi tipologia di discriminazione basata sull’orientamento sessuale e pregiudizio di genere.

Middlesex di Jeffrey Eugenides ne è un degno esempio. Il romanzo narra la vita di Calliope Stephanides in un racconto che attraversa due generi sessuali. Calliope, infatti, nascerà prima come Callie, nel 1960 a Detroit, e poi come Cal, nel 1974 in Michigan. La sua rara forma di ermafroditismo, definita dall’autore “eccentricità biologica” e causata da un gene misterioso che si rivela nel suo DNA dopo tre generazioni, darà vita a mirabolanti avventure con una serie di personaggi fuori dal comune, attraverso eventi storici e familiari tra i più disparati.

D’altra parte, la tematica dell’identità di genere è solo lo spunto per raccontare un percorso, quello che il lettore farà assieme a Calliope, condividendone emozioni e turbamenti, immergendosi totalmente nella sua vita fatta di gioie, dolori, dubbi e decisioni difficili da prendere, una vita così diversa ma, in fondo, così simile a quella di ognuno di noi.

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24 ott 2021

Come combattere l’inadeguatezza di stare al mondo a colpi di autoironia

Ho avuto la fortuna di frequentare un corso di laurea che mi ha dato l’opportunità di aggiungere tantissime letture a quelle che ero solita scegliere autonomamente. Tra queste, al quarto anno di lingua inglese c’era anche Me parlare bello un giorno di David Sedaris.

Se anche voi vi siete mai approcciatə allo studio di una lingua straniera, vi ricorderete certamente i momenti di sconforto che accompagnano le varie fasi dell’apprendimento. Questo senso di inadeguatezza si avverte in tutti racconti – dal primo, nel quale viene posto l’accento sul difetto di pronuncia che in età scolare costringe l’autore a eliminare tutte le parole con la “s”, fino a quello dedicato all’incontro con la lingua francese – e, man mano, si estende ai vari momenti della quotidianità. Il segreto sta nell’affrontare situazioni di imbarazzo e inettitudine con l’ironia, che ci aiuta ad accettare quella parte un po’ sfigata di noi stessə.

I diciannove capitoli del libro scorrono velocemente e piacevolmente grazie soprattutto al sarcasmo che li contraddistingue e che ci regala, sì, momenti di grande ilarità ma anche spunti di riflessione sulla società americana contemporanea. È una lettura che mi sento di consigliare a tuttə, in particolare a coloro che spesso si sentono sconfittə dalle piccole battaglie sociali e personali che ci ritroviamo a fronteggiare giorno per giorno.

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19 set 2021

Un romanzo epico in cui insoliti protagonisti ci insegnano il significato di coraggio e libertà

Chi nasce con l’amore per la lettura ha ricevuto un grande dono, ma chi incontra sul suo cammino persone che sanno consigliare buoni libri può ritenersi doppiamente fortunatə. È proprio quello che è capitato a me che, fin dall’infanzia, grazie ai preziosi consigli delle mie zie ho avuto l’opportunità di scoprire tantissimi libri appassionanti.

Uno di questi è La collina dei conigli di Richard Adams, letto una prima volta durante l’adolescenza e poi ripreso in età adulta con una rilettura che non ha generato pentimenti di sorta. Anzi, è servita per scoprire degli aspetti che non ero riuscita a cogliere inizialmente.

La storia è questa: la vita tranquilla di una colonia di conigli del Berkshire, nel sud dell’Inghilterra, viene scossa dal sogno premonitore del profeta Quintilio. La conigliera verrà distrutta, è questo l’oscuro presagio. Purtroppo, proprio come successe già alla più nota Cassandra, al nostro giovane coniglio non daranno credito. Riuscirà a convincere solo il fratello Moscardo e un piccolo gruppo di amici fidati, così insieme decideranno di intraprendere un viaggio alla conquista della libertà e di un avvenire più sicuro.

Attraverso mirabolanti avventure, degne di un’Odissea in versione bucolica, i nostri eroi capiranno che solo l’unione fa la forza. Un romanzo emozionante che regala tanti spunti di riflessione a ogni età.

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29 ago 2021

Una vicenda tristemente attuale che, nonostante tutto, ci lascia con un messaggio di speranza

La stagione estiva si avvia alla sua conclusione e anche se per un po’ abbiamo potuto mettere da parte le nostre preoccupazioni riguardanti la situazione sanitaria mondiale, ben presto dovremo affrontare nuovamente ansie e timori.

Così se finora ho preferito soffermarmi su altre storie, forse sperando in una vera svolta, ora mi pare di non potermi più esimere dal parlarvi di questo classico maledettamente contemporaneo: La peste di Albert Camus.

La vicenda è ambientata a Orano, una città mercantile dell’Algeria nella quale negli anni ’40 del secolo scorso (l’anno preciso non viene volutamente indicato) dilaga un’improvvisa moria di ratti. i cittadini, abituati a dedicarsi solo al lavoro e agli affari, inizialmente non daranno peso a queste morti sospette, non potendo immaginare che sono solo le prime avvisaglie dell’epidemia che si abbatterà sulla loro città.

Ho acquistato questo libro molti anni fa e, come faccio sempre, ho aspettato che arrivasse il suo momento. E quel momento non è mai stato più azzeccato: prima di allora, non mi era mai parso di vivere in prima persona una situazione così simile a quella descritta dall’autore. In particolare, tra i protagonisti ho ritrovato tutte le figure professionali che hanno avuto più rilevanza nella cronaca pandemica attuale: il medico, il giornalista, il commerciante… nonché tutti gli stati d’animo che si sono susseguiti durante questi lunghi mesi: paura, follia, speranza, rassegnazione, indifferenza, abnegazione.

In effetti, questo romanzo nasce come allegoria della Seconda Guerra Mondiale. Chissà se l’autore avrebbe mai immaginato che, 70 anni dopo, sarebbe stato capace di descrivere quasi per filo e per segno la realtà.

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12 set 2021

Un vero e proprio inno all’amore per la lettura dal finale struggente e malinconico

Se credete di essere degli autentici topi di biblioteca non avete ancora letto Firmino di Sam Savage. La vicenda è raccontata in prima persona proprio da lui, questo topolino fragile e malaticcio nato negli anni Sessanta da una pantegana ubriacona che ha dato alla luce tredici figli in una libreria di Boston. Il caso vuole, però, che la madre snaturata abbia solo dodici mammelle: indovinate quale tra i suoi piccoli roditori resterà senza cibo?

Firmino decide di non arrendersi e, per sopravvivere, comincia a mangiare i libri che vede attorno a sé. Stranamente, non tutti hanno lo stesso sapore; dunque, per capire quali sono i più buoni, decide di leggerli.

L’avvicinamento di Firmino alla lettura andrà di pari passo con l’allontanamento dai suoi simili. Nessun topo di sua conoscenza potrà mai competere con i grandi eroi della letteratura, e così il nostro protagonista sviluppa un’insolita curiosità per tutto ciò che riguarda il genere umano.

Ben presto scoprirà che l’immagine che ha di sé stesso non è quella che gli uomini vedono, e prima di essere accettato – sebbene mai come un essere alla pari – da uno di loro dovrà subire tanti rifiuti. Infine, Firmino sarà costretto a constatare che i libri e il sapere che da essi deriva gli hanno, sì, aperto la mente, ma allo stesso tempo lo hanno condannato a una ineluttabile solitudine.

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