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L’Arminuta

18 lug 2021

La ragazzina senza nome che, grazie al suo immenso coraggio, trasformerà l’abbandono in riscatto

Questa è la storia di un ritorno. La ritornata (arminuta, in dialetto abruzzese) è una tredicenne che si ritroverà con una valigia in una mano e una borsa piena di scarpe nell’altra a bussare a una porta sconosciuta. Da quel momento la sua vita cambierà totalmente: perderà tutte le certezze che aveva acquisito riguardo alla vita agiata che conduceva, agli affetti stabili su cui credeva di poter contare e, soprattutto, alla sua identità.

La storia è narrata in prima persona dalla protagonista, il cui nome non viene mai citato, in una sequenza di capitoli brevi che si lasciano leggere con facilità l’uno dopo l’altro. Il dialetto viene utilizzato per sottolineare il passaggio dalla sua prima famiglia, composta da due genitori amorevoli, alla seconda, con una madre e un padre incapaci di comunicare e un numero indefinito di fratelli.

Il rapporto con la ritrovata sorella Adriana sarà cruciale per la protagonista: il grande affetto che nascerà tra le due ragazzine aiuterà entrambe a farsi strada tra pieghe inesplorate delle loro vite.

Vincitore del Premio Campiello, L’Arminuta è un racconto di coraggio, riscatto ed empatia.

  • Moderna e contemporanea, Narrativa italiana
  • Scheda libro
Autore

Donatella Di Pietrantonio

Editore

Einaudi

Collana

Super ET

Anno edizione

2019

Stato di lettura

Finito

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10 gen 2022

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Non è stato semplice scegliere con quale libro inaugurare questo 2022, iniziato in modo già così complicato. Ripensando alle mie ultime letture, mi è arrivato in soccorso La sposa di Mauro Covacich (Bompiani, 2016). Attraverso diciassette racconti – in cui si fondono autobiografia, storie vere e finzione narrativa – l’autore riesce a mostrarci tutto il desiderio d’amore, celato spesso da cinismo e crudeltà, di cui è vittima il genere umano.

La sposa del titolo è Pippa Bacca, un’artista famosa soprattutto per la sua performance itinerante Spose in viaggio che aveva lo scopo di promuovere la pace e la fiducia nel prossimo attraversando, in autostop e con indosso un abito da sposa, 11 paesi oppressi dalla guerra. È la protagonista dell’episodio di apertura, nel quale si avvertono subito la caducità dell’esistenza e l’importanza di vivere nel tempo presente che caratterizzano l’opera.

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Il titolo del libro certamente rimanda a un sentimento forte e impegnativo ma, nella pratica, di romantico c’è ben poco. Ogni “avventura”, come da titolo delle tredici storie, ci apre una finestra su un sentimento irrisolto che, soprattutto a causa dell’incapacità di comunicare, non trova mai appagamento.

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