Il desiderio di essere come tutti
10 lug 2021
La storia di un uomo e del proprio Paese raccontata attraverso le figure di Berlinguer e Berlusconi
Questa settimana la recentissima proclamazione del Premio Strega 2021 mi fornisce l’occasione per parlarvi di un libro che ha vinto la LXVIII edizione della competizione: Il desiderio di essere come tutti di Francesco Piccolo.
La mia generazione, quella dei Millenials, non ha mai conosciuto la vera sinistra italiana: alcunǝ di noi hanno sentito parlare di Berlinguer nei libri di storia ma, nella maggior parte dei casi, non riusciamo a immaginare la “vita pura” di cui ci parla l’autore. Noi siamo quellǝ della “vita impura”, quellǝ che hanno vissuto i vent’anni della parabola ascendente di Berlusconi.
Gli aneddoti storici e politici si intrecciano agli episodi sulla vita privata. Che sia o meno un espediente narrativo, il racconto del primo amore che muore il giorno di San Valentino alternato a una frase di Craxi riesce a renderci partecipǝ della storia del nostro Paese, anche di quella che non abbiamo potuto vivere in prima persona.
Il motivo principale per cui amo questo scrittore è che in ogni sua opera ritrovo molto di me stessa. Nel caso specifico, ho trovato le ultime righe assolutamente illuminanti… Lascio a voi il piacere di scoprirle e, magari, di individuare tra di esse un pezzo della vostra storia personale.
| Autore | Francesco Piccolo |
|---|---|
| Editore | Einaudi |
| Collana | Super ET |
| Anno edizione | 2017 |
| Stato di lettura | Finito |
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1 dic 2022
Un esordio letterario intriso di pura comicità, capace di rendere il mondo della pornografia più umano che mai
Gran parte delle persone che intraprendono un percorso di studi lo fa perché ha particolari ambizioni riguardo al proprio futuro lavorativo. È cosi anche per Fabio, il protagonista di Una posizione scomoda di Francesco Muzzopappa (Fazi, 2013), che dopo essersi diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma vorrebbe, chiaramente, lavorare nel mondo del cinema. Ha anche un copione nel cassetto, Il cielo di piombo, e spera che prima o poi qualcuno lo produca.
Ma quel momento tarda ad arrivare e perciò, quando al Milano Film Festival conosce Romina, cede alla tentazione di guadagnare 1300 € al mese (più bonus) e accetta la sua proposta di lavoro come sceneggiatore. Cosa c’è di strano? Vi chiederete voi. In fondo era proprio quello il suo sogno, lavorare nel mondo del cinema. Be’, non vi ho ancora detto che Romina è una transessuale che dirige la Starlette, una casa di produzione cinematografica porno.
È così che Fabio, una promessa del cinema italiano secondo registi del calibro di Amelio e Sorrentino, inizia a scrivere sceneggiature a luci rosse attingendo al filone “citazionista”, ovvero parodiando i titoli dei film più famosi (del tipo Il profumo del maschio selvatico o La sporca donnina). Ai suoi ex compagni di corso e ai genitori, soprattutto, lascerà credere di essere un autore di testi teatrali che continua a respingere tutte le proposte di lavoro che gli vengono offerte dai produttori delle fiction televisive di maggior successo.
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Il mondo grottesco della pornografia, così come viene raccontato dall’autore, ci rivela il suo lato più umano. Grazie a una sanissima dose di comicità, ridiamo dell’imprevedibilità della vita che il più delle volte non ci fa vedere realizzati i nostri obiettivi ma, allo stesso tempo, ci premia in modi che non avremmo mai nemmeno osato immaginare.
10 gen 2022
Diciassette racconti che costituiscono un unico flusso di pensieri sul presente e celebrano l’incessante amore per la vita
Non è stato semplice scegliere con quale libro inaugurare questo 2022, iniziato in modo già così complicato. Ripensando alle mie ultime letture, mi è arrivato in soccorso La sposa di Mauro Covacich (Bompiani, 2016). Attraverso diciassette racconti – in cui si fondono autobiografia, storie vere e finzione narrativa – l’autore riesce a mostrarci tutto il desiderio d’amore, celato spesso da cinismo e crudeltà, di cui è vittima il genere umano.
La sposa del titolo è Pippa Bacca, un’artista famosa soprattutto per la sua performance itinerante Spose in viaggio che aveva lo scopo di promuovere la pace e la fiducia nel prossimo attraversando, in autostop e con indosso un abito da sposa, 11 paesi oppressi dalla guerra. È la protagonista dell’episodio di apertura, nel quale si avvertono subito la caducità dell’esistenza e l’importanza di vivere nel tempo presente che caratterizzano l’opera.
Ogni racconto rappresenta un importante spunto di riflessione su argomenti di vario genere: ben 5, identificati dal sottotitolo (i miei non-figli), trattano la tematica della genitorialità negata. Tutte le storie sono legate da un filo conduttore, costituito non solo dagli argomenti riproposti ma anche dai medesimi personaggi che fanno capolino da un aneddoto all’altro.
La lettura di questo libro mi ha regalato delle emozioni totalmente inaspettate. Generalmente, quando le mie aspettative vengono disattese tendo a essere delusa; invece, ho accolto positivamente la sensazione di incredulità che ogni storia mi ha lasciato, inducendomi a riflettere sull’assurdità della vita. Perché, contro ogni previsione, le vicende più paradossali sono proprio quelle tratte da fatti di cronaca.




