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24 lug 2021
Un viaggio introspettivo per far cadere quel velo di illusioni che copre la verità della vita
La storia narrata nel romanzo classico di questo mese è stata ispirata da alcuni versi del Purgatorio di Dante, quelli che riportano la triste vicenda della gentildonna senese Pia de’ Tolomei. Il marito, sospettandola colpevole di adulterio e non avendo il coraggio di ucciderla, la portò in un suo castello in Maremma sperando che morisse a causa dei malsani vapori del luogo; la morte, però, tardava ad arrivare e alla fine la fece gettare dalla finestra.
È così che dalla Toscana del XIII secolo veniamo catapultati nella colonia inglese di Hong Kong negli anni ‘20 del XX secolo dove Kitty Garstin, la protagonista de Il velo dipinto di William Somerset Maugham, tradisce il marito Walter Fane con Charlie Townsend, che ritiene ben più affascinante. A Londra conosciamo una Kitty ancora nubile che mostra tutta la sua frivolezza divertendosi a feste ed eventi; arrivata all’età di 25 anni e dopo aver rifiutato varie proposte di matrimonio, decide di sposarsi per convenienza con un batteriologo follemente innamorato di lei, spinta prepotentemente dalla madre che le fa pesare ancora di più la sua condizione in vista dell’imminente matrimonio della sorella minore.
Ciò che succederà dopo che Walter scoprirà il tradimento della moglie è assolutamente imprevedibile: tutto quello che a Kitty sembrava importante prima di questa sfortunata unione perde improvvisamente di valore. La penna elegante di Maugham descrive magistralmente il viaggio che la protagonista compie nei suoi sentimenti più reconditi, regalandoci alla fine un personaggio totalmente nuovo.
Semplicemente uno dei romanzi più avvincenti che abbia letto ultimamente.
28 nov 2021
Due uomini e il loro sogno da realizzare nell’America della crisi economica degli anni ‘30
“I migliori progetti di topi e uomini” è un verso di una poesia di Robert Burns, poeta scozzese settecentesco. Da queste poche righe nasce Uomini e topi di John Steinbeck, una storia pensata per un pubblico che non sa né leggere né scrivere proprio come i due protagonisti, braccianti della California negli anni ’30, e che diventerà un grande classico della letteratura internazionale.
George Milton e Lennie Small sono due vagabondi che si guadagnano da vivere lavorando nelle varie fattorie del paese. Lennie è grande, grosso e forzuto, tutte caratteristiche che lo rendono un perfetto bracciante, ma è affetto da un ritardo mentale; dal canto suo, invece, George è piccolo e mingherlino ma furbo e intelligente.
Il legame tra i due protagonisti è la vera forza del romanzo. Nonostante le loro personalità siano così diverse, a tratti opposte, entrambi hanno un sogno di libertà che li accomuna: comprare un pezzo di terra da coltivare per poter abbandonare finalmente il lavoro di braccianti e vivere assieme a tanti animali, dei quali Lennie potrà prendersi cura.
L’autore avrebbe potuto scegliere di concentrarsi sulle peculiarità dei due protagonisti, magari sottolineando gli aspetti comici di esse; invece, il quadro storico e sociale in cui questi personaggi vengono inseriti li rende tragici, e quel senso di dolore, inadeguatezza e impotenza che pervadono il contesto narrativo rendono questo romanzo un classico intramontabile della letteratura internazionale.
Due curiosità riguardanti la traduzione italiana del titolo (Of Mice and Men): 1) fin dalla prima edizione del 1938, tradotta da Cesare Pavese, l’ordine dei sostantivi viene invertito in Uomini e topi, appunto; 2) la Bompiani, unica casa editrice ad aver distribuito il libro, ritenne che l’of non dovesse essere reso come complemento d’argomento (a differenza, ad esempio, della traduzione francese, spagnola e tedesca) in quanto nei versi di Burns introduceva un complemento di specificazione.









