Il treno dei bambini
| Autore | Viola Ardone |
|---|---|
| Editore | Einaudi |
| Collana | Stile Libero Big |
| Anno edizione | 2019 |
| Stato di lettura | Non iniziato |
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8 ago 2021
Due storie d’amore tormentate cambieranno per sempre le vite dei protagonisti
Ho letto Ti prendo e ti porto via di Niccolò Ammaniti molti anni fa. Non ricordo più i particolari della trama ma è uno di quei libri che continuo costantemente a consigliare, soprattutto ai lettori non propriamente fervidi o, più semplicemente, a quelli che sono incappati nel classico “blocco”.
Il motivo è presto detto: è un romanzo che si lascia divorare. Lo scenario nel quale si svolge la storia (o, per meglio dire, le storie) è Ischiano Scalo, una cittadina immaginaria dove il mare c’è ma non si vede, con inverni gelidi ed estati asfissianti che allontanano tutti i turisti. Il primo personaggio che incontriamo è Pietro Moroni, un timido ragazzino innamorato segretamente di Gloria Celani, sua coetanea bella e un po’ spavalda. Questa giovane storia d’amore s’intreccerà con quella, più matura, tra Graziano Biglia e Flora Palmieri: lui è un ex playboy di quarantaquattro anni che torna al suo paese natale, lei è una professoressa che conduce una vita misteriosa e viene tenuta a distanza da tutti.
I nostri protagonisti non potrebbero essere più diversi tra loro, eppure le loro vite si incroceranno in modo inatteso. Lo stile estremamente diretto di Ammaniti ci guida tra i flussi di pensiero dei protagonisti trascinandoci con spietata ironia in vicende che hanno il sapore del noir.
29 mag 2021
Il dubbio che si insinua in una coppia è il punto di partenza per raccontare la storia di tutti noi
A cosa fa pensare la parola “fedeltà”? A un cane? A un’amicizia? O alla persona che amiamo? Ho cominciato a leggere questo romanzo convinta di addentrarmi nella vita di una coppia e nelle relative dinamiche per tenere in piedi una relazione e, in effetti, all’inizio è stato proprio così.
Conosciamo Carlo e Margherita, un marito e una moglie come ce ne sono tanti: riusciamo a immedesimarci nella loro quotidianità, nell’impegno profuso per trovare la casa dei sogni; spiandoli mentre lavorano, possiamo avvertire una certa insoddisfazione e provare quel desiderio, che è appartenuto un po’ a tutti, di voler scappare e ricominciare da capo. Perfino quando tra loro due s’insinua il dubbio, quello che mette a repentaglio la fedeltà del coniuge, ci viene spontaneo chiederci: e se capitasse a me?
Ma la potenza della narrazione non si limita ai due personaggi principali. Il vero racconto è quello che si fa spazio nell’affannosa vita coniugale dei protagonisti, quello che mi ha tenuta sveglia fino all’alba in attesa di un lieto fine. È una storia nella storia con un grande carico di emozioni, talvolta dolorose come un pugno nello stomaco, che meritano di essere provate. Intanto attendo con ansia la serie Netflix che ne sarà tratta per sapere se, anche in questo caso, “era meglio il libro”.




