L’assemblea degli animali. Una favola selvaggia
| Autore | Filelfo |
|---|---|
| Illustratore | Riccardo Mannelli |
| Editore | Einaudi |
| Collana | Stile Libero Big |
| Anno edizione | 2020 |
| Stato di lettura | Non iniziato |
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19 dic 2021
Una favola per tutte le età che, con parole semplici, ci spiega l’importanza della vera amicizia
L’estate scorsa si è sentito tanto parlare dell’invasione di cinghiali nelle nostre città, in particolare Roma, Firenze e Genova. A dare l’allarme è stata la Coldiretti in quanto la massiccia presenza di questi ungulati, oltre a essere pericolosa per le persone, minaccerebbe fortemente le coltivazioni. Da anni, la principale soluzione del governo a questo problema è sempre la stessa: la caccia.
Sembra chiaro che, in quest’ottica, i cinghiali vengano visti solo come animali infestanti che meritano di essere sterminati. Questo punto di vista viene totalmente capovolto in Il coraggio del cinghialino.
Il cinghiale del titolo è, in realtà, un cagnolino che è stato abbandonato in un bosco perché il solo della cucciolata a non essere stato adottato. A trovarlo, tremante e spaurito, è un branco di cinghiali che, a causa del suo pelo ispido e nero, lo scambiano per un proprio simile. Col tempo saranno il muso e le zampe bianche a svelare la specie del nuovo arrivato, ma ciò non impedirà loro di continuare a crescerlo come se fosse uno di famiglia.
Quando, però, comincia la stagione della caccia, i cinghiali iniziano ad avere timore che il loro fratello adottivo possa tradirli. Questi sospetti diventano ancora più fondati quando Tartufino (così è stato chiamato dal branco, per il suo naso a tartufo) verrà portato via da un umano intenzionato a farne un segugio per la caccia ai cinghiali.
Tutto ciò che succederà da questo momento in poi costituisce la morale di una favola che intende parlare ai più piccoli, ma anche e soprattutto agli adulti, di diversità e tolleranza. Durante la lettura mi è stato impossibile non pensare al film Disney del 1981 Red e Toby nemiciamici, nel quale viene raccontato il profondo legame tra Red, una piccola volpe orfana, e Toby, un cucciolo di cane da caccia. Entrambe le storie ci insegnano che il più delle volte sono gli uomini a creare inimicizie tra specie animali che, altrimenti, potrebbero tranquillamente convivere in natura.
L’edizione è impreziosita dalle delicate illustrazioni di Giancarlo Caligaris.
10 gen 2022
Diciassette racconti che costituiscono un unico flusso di pensieri sul presente e celebrano l’incessante amore per la vita
Non è stato semplice scegliere con quale libro inaugurare questo 2022, iniziato in modo già così complicato. Ripensando alle mie ultime letture, mi è arrivato in soccorso La sposa di Mauro Covacich (Bompiani, 2016). Attraverso diciassette racconti – in cui si fondono autobiografia, storie vere e finzione narrativa – l’autore riesce a mostrarci tutto il desiderio d’amore, celato spesso da cinismo e crudeltà, di cui è vittima il genere umano.
La sposa del titolo è Pippa Bacca, un’artista famosa soprattutto per la sua performance itinerante Spose in viaggio che aveva lo scopo di promuovere la pace e la fiducia nel prossimo attraversando, in autostop e con indosso un abito da sposa, 11 paesi oppressi dalla guerra. È la protagonista dell’episodio di apertura, nel quale si avvertono subito la caducità dell’esistenza e l’importanza di vivere nel tempo presente che caratterizzano l’opera.
Ogni racconto rappresenta un importante spunto di riflessione su argomenti di vario genere: ben 5, identificati dal sottotitolo (i miei non-figli), trattano la tematica della genitorialità negata. Tutte le storie sono legate da un filo conduttore, costituito non solo dagli argomenti riproposti ma anche dai medesimi personaggi che fanno capolino da un aneddoto all’altro.
La lettura di questo libro mi ha regalato delle emozioni totalmente inaspettate. Generalmente, quando le mie aspettative vengono disattese tendo a essere delusa; invece, ho accolto positivamente la sensazione di incredulità che ogni storia mi ha lasciato, inducendomi a riflettere sull’assurdità della vita. Perché, contro ogni previsione, le vicende più paradossali sono proprio quelle tratte da fatti di cronaca.
18 lug 2021
La ragazzina senza nome che, grazie al suo immenso coraggio, trasformerà l’abbandono in riscatto
Questa è la storia di un ritorno. La ritornata (arminuta, in dialetto abruzzese) è una tredicenne che si ritroverà con una valigia in una mano e una borsa piena di scarpe nell’altra a bussare a una porta sconosciuta. Da quel momento la sua vita cambierà totalmente: perderà tutte le certezze che aveva acquisito riguardo alla vita agiata che conduceva, agli affetti stabili su cui credeva di poter contare e, soprattutto, alla sua identità.
La storia è narrata in prima persona dalla protagonista, il cui nome non viene mai citato, in una sequenza di capitoli brevi che si lasciano leggere con facilità l’uno dopo l’altro. Il dialetto viene utilizzato per sottolineare il passaggio dalla sua prima famiglia, composta da due genitori amorevoli, alla seconda, con una madre e un padre incapaci di comunicare e un numero indefinito di fratelli.
Il rapporto con la ritrovata sorella Adriana sarà cruciale per la protagonista: il grande affetto che nascerà tra le due ragazzine aiuterà entrambe a farsi strada tra pieghe inesplorate delle loro vite.
Vincitore del Premio Campiello, L’Arminuta è un racconto di coraggio, riscatto ed empatia.




